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Cinema in lutto Addio a Mariangela Melato

mija.jami
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Cinema in lutto Addio a Mariangela Melato   Empty Cinema in lutto Addio a Mariangela Melato

Messaggio Da mija.jami il Ven 11 Gen - 13:56

L'attrice milanese aveva 71 anni. Il decesso in una clinica romana dove era ricoverata per un male incurabile

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Il suo mitico intercalare con forte accento milanese accompagnato da una corposa erre moscia resterà scolpito nella storia del cinema. Nei panni di Raffaella Pavone Lanzetti, nel film di Lina Wertmuller Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto, inveiva contro il proletario Gennarino Carunchio, interpretato dallo straordinario Giancarlo Giannini. Solo una tessera nel mosaico cinematografico di Mariangela Melato che ci ha lasciati all'età di 71 anni. L'attrice è morta per un male incurabile in un clinica di Roma. Con la sua scomparsa si chiude probabilmente l'era della commedia sociale, in cui fu protagonista assoluta sempre al fianco di Giannini.

DA FO A PIRANDELLO — Mariangela Melato era nata a Milano il 19 settembre 1941. Eclettica attrice come poche, sia nel cinema, sia nel teatro, esordì proprio sul palcoscenico nel 1960 con la compagnia di Fantasio Piccoli in Binario cieco di Terron. Dario Fo individuò in lei l'artista di classe. Così dal 1963 al 1965 la volle al suo fianco in Settimo Ruba un po' meno e La colpa è sempre del diavolo. Fu il salto di qualità che nel 1966 la portò in giro per l'Italia con lo stabile di Trieste, toccando l'apice due anni dopo nell'Orlando furioso di Luca Ronconi. Ma il punto forte della Melato era la sua duttilità. Eclettica com'era disse di sì a Garinei e Giovannini che la vollero nella commedia musicale Alleluia brava gente (1971), senza mai abbandonare la sua maschera a volte tragica, altre coinvolgente: Medea (1986) a Fedra (1987) di Euripide alle commedie Vestire gli ignudi di Pirandello (1990) e La bisbetica domata di Shakespeare (1992).

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SODALIZIO WERTMULLER — Il cinema non si lasciò sfuggire un simile talento e come nel teatro alternò ruoli drammatici (La classe operaia va in paradiso, 1971, e Todo modo, 1976, di Petri; Caro Michele, 1976, di Monicelli; Oggetti smarriti, 1979, e Segreti segreti, 1985, di Giuseppe Bertolucci; Dimenticare Venezia, 1979, e Il buon soldato, 1982, di Franco Brusati; Figlio mio, infinitamente caro, 1985, di Valentino Orsini) a quelli esilaranti. Un periodo che coincise con l'incontro con Lina Wertmuller. La regista ne fece un'icona in Mimì metallurgico ferito nell'onore (1972) e Film d'amore e d'anarchia (1973), anche se fu Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto l'opera che ne sottolineò la strodinaria barvura. Seguirono Casotto (1977) e Mortacci (1988) di Sergio Citti; Aiutami a sognare (1980) di Pupi Avati.

ONE WOMEN SHOW — Dagli anni Novanta ha lavorato anche per la televisione (Scandalo, 1990, Una vita in gioco, 1991, Due volte vent'anni, 1995, L'avvocato delle donne, 1997; Rebecca, la prima moglie, 2008) ed è proseguito il suo impegno teatrale (Il lutto si addice ad Elettra, 1996; La dame de Chez Maxim, 1998; Fedra, 1999; Un amore nello specchio e Madre Coraggio, 2002; La Centaura, 2004; Chi ha paura di Virginia Woolf?, 2005; Il dolore, 2010); mentre per il cinema recitò in La fine è nota (1993) di Cristina Comencini, Panni sporchi di Mario Monicelli e Un uomo perbene di Maurizio Zaccaro (1999), Vieni via con me (2005) di Carlo Ventura. La sua ultima apparizione a Lugano risale al 2008 con lo spettacolo al palazzo dei Congressi Sola me ne vò, un one women show, in cui l'attrice era accompagnata in scena da una musicista e da un corpo di ballo di 6 ragazzi avvenenti che la celebravano, la corteggiavano e la seducevano. "Ora non riesco a parlare" è il commento di Lina Wertmuller. "Lo so, volete un commento, due parole. Ma ora no", ha aggiunto commossa.

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È morta Mariangela Melato
signora della scena italiana

Nata a Milano, attrice di cinema e teatro, aveva 71 anni. Sapeva alternare in modo straordinario i registri drammatici e quelli comici


L’ironia, l’intelligenza e la grande bravura di Mariangela Melato non ci sono più. È morta stamattina a 71 anni in una clinica romana. La notizia è stata diffusa intorno alle 10 in prima battuta su Twitter, dove un tam tam di cinguettii dolorosi è rimbalzato incessante. La Melato era nata a Milano il 19 settembre 1943: «Mio padre era di origini tedesche - raccontava lei - duro e sensibile insieme. Io gli assomigliavo. Mia madre, milanese allegra, estroversa, mi rimproverava. “I tudesch in andaa via - diceva -, ma la raza l’è restada”. I tedeschi erano andati via, ma la razza è rimasta»)


Giovanissima aveva studiato pittura all’Accademia di Brera, per pagarsi i corsi di recitazione di Esperia Sperani disegnava manifesti e lavorava come vetrinista alla Rinascente. Non ancora ventenne era entrata a far parte della compagnia di Fantasio Piccoli poi era passata a registi come Dario Fo, Luchino Visconti e Luca Ronconi.
Sulla scena s’era affermata nell’Orlando furioso (1968) di Luca Ronconi, ma era anche un’eccellente ballerina, cosi come aveva dimostrato sul palcoscenico del Sistina interpretando Belcore nella commedia musicale di Garinei e Giovannini Alleluia brava gente (1971).

«Bella? Ma no, ero strana» diceva di se stessa. Il suo viso particolare la aveva aiutata a non chiudersi nello stereotipo della amorosa. Attrice brillante e capace di registro comico fulminante, aveva anche affrontato personaggi di grande impegno nelle tragedie Medea (1986) e Fedra (1987) di Euripide e nelle commedie Vestire gli ignudi di Pirandello (1990) e La bisbetica domata di Shakespeare (1992).

Anche nel cinema ha alternato ruoli drammatici (La classe operaia va in paradiso, 1971, e Todo modo, 1976, di Petri; Caro Michele, 1976, di Monicelli; Oggetti smarriti, 1979, e Segreti segreti, 1985, di Giuseppe Bertolucci) a quelli da commedia, come in Mimì metallurgico ferito nell’onore (1972) e Film d’amore e d’anarchia (1973) di Lina Wertmüller; Proprio la Wertmuller oggi, travolta dalla commozione, non è riuscita a ricordare la sua interprete e amica:«Ora non riesco a parlare».

Dagli Anni 90 ha lavorato anche molto in televisione: una delle sue ultime interpretazioni è stata in Rebecca la prima moglie su Raiuno nel 2008: buona parte del successo della fiction si doveva proprio alla sua Signora Danvers, ai primi piani con i suoi occhi terribili e slavati che mandavano lampi d’odio e di tenerezza, di follia e di malvagità.

Orgogliosa, indipendente, dalla fortissima personalità, ci piace ricordarla in una delle sue ultime interpretazioni sulla scena, Nora alla prova , l’adattamento che Luca Ronconi ha fatto di Casa di bambola, sempre inquietante pietra miliare del femminismo moderno offerta appunto come durante una prova. La Melato, splendida, energica era capace sia di porgere le sfumature del passaggio di Nora dalla ingenua trepidazione alla presa di coscienza, sia, novità, di dare spessore a Kristine: personaggio solitamente considerato di comodo ma che a ben guardare anticipa la Nora del futuro, in quanto donna sola, emancipata, lavoratrice, convinta, per quanto dolorosamente, della necessità della propria scelta. A testa alta sempre, come lo è stata lei nella vita.


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Io la adoravo. Sin da piccolina mi è sempre piaciuta tanto,prima come donna e poi come attrice. Ammiro molto più lei,Virna Lisi e Monica Vitti che Sofia Loren (che comunque amo tantissimo)


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Messaggio Da MaryLoveMj il Ven 11 Gen - 21:12

Mi è dispiaciuto molto,che riposi in pace.
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Messaggio Da ale.mj il Ven 11 Gen - 22:28

Sono un po' piccola, quindi non sapevo chi fosse, e la mia ignoranza mi fa imbufalire. Mi spiace comunque. Riposi in pace.

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